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I vini del Gallo Nero sono presenti sul mercato in due versioni : normale e
riserva. Il primo è contraddistinto dal marchio del gallo nero con bordo
rosso, il secondo con l' antico emblema con bordo oro. Il Chianti Classico
normale, viene relativamente giovane e ricco di fruttato, viene messo in
commercio a partire dal 1 ottobre successivo alla vendemmia (per i soci del
Consorzio, il Consiglio di Amministrazione potrà deliberare, a seconda delle
annate, di posticipare di ulteriori tre mesi tale termine); la riserva, vino
ricco di struttura e capace di affrontare un lungo periodo di maturazione, può
essere definita tale solo se raggiunge una maggiore gradazione alcolica (12.5°)
e dopo aver subito un invecchiamento minimo di ventisette mesi, di cui almeno
tre affinamento in bottiglia. Si tratta di un vino "importante"al
quale sono destinate fin dalla vendemmia le uve migliori, che nel corso della
vinificazione cedono polifenoli e tannini nobili, ovvero le sostanze che poi
garantiscono al prodotto grande spessore, bouquet ampio e complesso,
equilibrio tra eleganza e potenza. Evidentemente solo le annate migliori,
quando la maturazione delle uve è perfetta ed omogenea, possono dare vini così
strutturati da essere destinati all' invecchiamento. Il Chianti Classico,
quindi abbraccia tipologie di vino anche molto diverse tra loro: una diversità
determinata dalle condizioni micropedoclimatiche in cui è allevato il
vigneto, dalle caratteristiche dei cloni dei vitigni utilizzati (ovvero le
proprietà genetiche che distinguono una pianta dall' altra), dai sistemi di
coltivazione e di vinificazione. In particolare nel corso della trasformazione
da uva in vino si possono ottenere prodotti "giovani" e di piacevole
consumo, caratterizzati dalla grande bevibilità, perfetti in abbinamento a
minestre e a piatti a base di carni bianche e rosse, purché non troppo
saporite. Ma per arrosti, brasati, selvaggina o formaggi stagionati il
compagno ideale è la severa riserva, nella quale prevale la possente
struttura del Sangiovese. Una delle peculiarità del Chianti Classico, in
conclusione, è proprio la fascia amplissima di cibi che può accompagnare,
che va ben oltre le tradizioni gastronomiche dei luoghi in cui nacque.
LEGGENDA
Il noto Gallo Nero in campo giallo-oro è il logo del consorzio che
tutela l' omonimo tipo di vino prodotto nel Chianti Classico. La scelta
del simbolo, anche se risponde a logiche commerciali, è dovuta a ciò
che esso rappresenta sotto l' aspetto storico e della tradizione
popolare. La sua vicenda, che risale al Medioevo, segnò in pratica l'
unità politica dell' intero territorio Chiantigiano, perché fu proprio
il comportamento del pennuto in questione a deciderne il destino. La
leggenda narra che nel periodo Medievale, quando le repubbliche di
Firenze e di Siena si combattevano aspramente per prevalere l' una su l'
altra, questo territorio intermedio era oggetto di dispute pressoché
continue. Per porre fine alle contese e stabilire un confine definitivo
venne adottato un sistema incruento e alquanto singolare. Si convenne di
far partire dai capoluoghi due cavalieri e di fissare il confine nel
loro punto d' incontro. La partenza doveva avvenire all' alba e il
segnale d' avvio sarebbe stato dal canto del gallo, decisione quest'
ultima, in linea con i costumi del tempo che vedevano i ritmi quotidiani
scanditi da meccanismi naturali. Nei preparativi dell' evento risultò
perciò decisiva la scelta del gallo, più di quella del destriero e del
cavaliere. I senesi ne scelsero uno bianco, mentre i fiorentini optarono
per quello nero, che tennero chiuso per molti giorni in una piccola stia
completamente al buio e dandogli pochissimo cibo, tanto da ridurlo in
uno stato di esasperazione totale. Cosicché il giorno fatidico della
partenza, non appena fu tolto dalla stia, cominciò a cantare fortemente
anche se l' alba era ancora lontana e perciò consentì all' alfiere di
Firenze di partire immediatamente e con grande vantaggio sul cavaliere
senese, che dovette attendere le prime luci del giorno, quando il suo
gallo, cantando regolarmente, gli permise di partire. Ma dato il
notevole ritardo che aveva accumulato nei confronti dell' antagonista,
egli percorse solo dodici chilometri in solitudine, poiché a
Fonterutoli incontrò l' altro cavaliere. Fu così che quasi tutto il
Chianti passò sotto il controllo della repubblica fiorentina, molto
tempo prima della caduta di Siena stessa. Inoltre, dopo questa vicenda,
il gallo nero divenne anche il simbolo della lega del Chianti che, all'
interno dello stato fiorentino, aveva compiti amministrativi e di difesa
militare del territorio. Dato il suo significato politico, fu
raffigurato nel Salone del Cinquecento, dal Vasari, quando nella metà
del sedicesimo secolo il celebre pittore e architetto, fu chiamato a
ristrutturare il Palazzo Vecchio in Firenze.
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