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TERRITORIO E STORIA

Si estende per 99,45 chilometri quadrati sulle colline che separano le
valli dell' Elsa, della Pesa e dell' Arbia ed è totalmente compreso entro i
limiti del Chianti Classico; l' altitudine supera i 600 metri con la Maci'a
Morta e il Monte Cavallaroe quasi li raggiunge in corrispondenza del Capoluogo
(m 578). Confina con i comuni di Greve in Chianti, Radda in Chianti,
Castelnuovo Berardenga, Monteriggioni, Poggibonsi, Barberino Val d' Elsa,
Tavarnelle Val di Pesa.
Presso Castellina sono avvenuti i più consistenti ritrovamenti archeologici del
Chianti: le quattro tombe ipogee del VII-VI secolo a.C. sotto il tumulo del
Montecalvario, hanno sempre fatto supporre l' esistenza di un centro etrusco
di notevole importanza, che recenti indizi portano a ubicare tra Casa Vico e
Salivolpi, pur essendo il territorio castellinese abbondante di altre
testimonianze archeologiche (Rencine, Vignale) e toponomastiche che attestano
una notevole ricchezza insediativa in epoca etrusca e romana.
Castellina viene ricordata a partire dall' XI secolo come dipendenza dei
nobili del castello del Trebbio ( attuale Trebbia in comune di Rada ) e della
consorteria dei conti Guidi che, nel 1193, di fatto si sottomisero a Firenze.
In seguito avrà un ruolo di primo piano nelle contese tra Firenze e Siena,
che ebbero nel Chianti il loro principale teatro, per quanto con la pace di
Fonterutolui (1201) e il lodo di Poggibonsi (1203)- che facevano seguito ad un
primo accordo raggiunto nel 1176 a San Marcellino- la linea di confine tra le
due repubbliche fosse già definita e destinata a durare in seguito.
La crescita di Castellina fu favorita dal trovarsi sul più breve collegamento
viario tra Firenze e Siena ( detto poi "strada regia romana"), si
che al momento della costituzione della Lega del Chianti ne fu per qualche
tempo capoluogo, funzione che poi mantenne nel proprio terziere.
Alla fine del trecento fu coinvolta nella guerra che opponeva Firenze al duca
di Milano, alleato dei senesi, tanto da essere saccheggiata ed arsa, evento
che indusse i Fiorentini a dotarla di nuove fortificazioni, che poi visiterà
il Brunelleschi. Ancora in gran parte esistenti, sono costruite da un giro di
mura a forma di poligono irregolare e fortemente allungato, rinforzato da
torri angolari e rompitratta, con due porte- ora scomparse- sui lati minori.
Sul lato meridionale e sul punto più alto delle mura venne inserito un
poderoso cassero quadrilatero che, restaurato con integrazioni, ospita oggi la
sede del Comune; sul lato settentrionale l' addossamento di abitazioni alle
mura ha origine una suggestiva strada "sotterranea", le cosiddette
"volte". L' abitato all' interno delle mura, a parte l' inserimento
della neoromanica chiesa parrocchiale, ha conservato un notevole valore
ambientale, nel quale emergono alcuni palazzi tardo-rinascimentali., come
quelli Bianciardi e Segni-Straccali.
Il territorio castellinese è segnato dalla presenza di molti castelli, talora
appartenuti a dinastie feudali, come Monernano, i cui ruderi attestano ancora
la potenza degli Squarcialupi, mentre i resti di Rencine a mala pena riescono
ad evocare il fortilizio che fu antemurale di Monteriggioni; segnaliamo anche
Pietrafitta e Grigniano, ricordati nella donazione che il marchese Ugo fece
all' abbazia di Marturi nel 998, e la Leccia, poi trasformata in villa
fattoria. Così come di chiese che conservano testimonianze del primitivo
impianto romanico: le pievi di Sant' Agnese ( in parte ricostruita dopo danni
della guerra e con possenti resti di fortificazioni) , di Liliano (facciata) e
di San Leonino in Conio (abside), la "canonica" di Rencine (notevole
la facciata) e le chiese della piazza, di Ricavo, di Monternano, di Cispiano,
di Montanino, di Protine, della Leccia.
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